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CI SPIA
Gli autovelox e , in particolare, il loro posizionamento. Ormai ci sono diversi metodi per cercare di capire o sapere in anticipo dove sono posizionati questi strumenti per rilevare il superamento di una certa velocità, oppure il passaggio col semaforo rosso. Alcuni navigatori hanno le mappe aggiornate delle postazioni autovelox. Il concetto è che prevenire è meglio che curare e quindi sapere che in prossimità di un tratto di strada è posizionato un apparecchio per la rilevazione della velocità, può servire all’utente per evitare una multa salata e alla polizia stradale per avere un valido deterrente per indurre gli automobilisti a guidare con più prudenza, rallentando in prossimità di questi tratti… Volete conoscere la mappa aggiornata di tutti gli autovelox? Non vi resta che ricorrere a Google Earth
GOOGLE EARTH Come molti sanno Google Earth è in grado di mostrare molto da vicino ogni angolo recondito del pianeta grazie ad immagini satellitari che vengono aggiornate periodicamente. Sono in grado, quindi, di rilevare cambiamenti nella geografia e nella morfologia del pianeta e, zoomando , delle città. Grazie all’integrazione con un particolare plug-in possiamo servirci di Google Earth per individuare tutte le postazioni autovelox presenti non solo in italia ma anche su tutto il territorio europeo.
ANDIAMO CON ORDINE: Come prima cosa occorre installare Google Earth. Basta recarsi al’indirizzo http://earth.google.com/intl/it/ dove è disponibile gratuitamente per il download la versione 5. Questa tuttavia è solo il primo passo dell’installazione, infatti, per visionare le postazioni autovelox, occorre scaricare il database aggiornato (e in costante aggiornamento) dal sito Speed Camera Database http://www.scdb.info/it/. Si tratta di un sito che mette a disposizione non solo il database da integrare con google Earth, ma anche altre versioni personalizzare per i vari navigatori satellitari in commercio e anche per smarthphone. Comunque la versione per Google Earth contiene 26.000 postazioni autovelox regolarmente censite a cui se ne aggiungono, di volta in volta, delle nuove. - Per scaricare il plug-in contenente il database occorre registrarsi (la registrazione è comunque gratuita). - Una volta effettuata la registrazione, bisogna scaricare il file google_earth_scdb.kmz . - Facendo doppio clic sul file google_earth_scdb.kmz, la banca dati degli autovelox/photored sarà automaticamente caricata in Google Earth e visualizzata (premesso che Google Earth sia stato precedentemente installato, altrimenti si può procedere in questa sede all’installazione).
LA MAPPA TANTO AGOGNATA A questo punto non resta che lanciare Google Earth e zoomare in corrispondenza dell’Italia e , più precisamente, della zona/città di interesse. Nel nostro caso abbiamo zoomato su Milano. Per evidenziare gli autovelox occorre spuntare Luoghi temporanei google_earth_scdb.kmz nella colonna Luoghi, situata sulla sinistra rispetto alla mappa centrale. Come per magia appariranno tutte le postazioni autovelox e le loro caratteristiche. Alcuni sono tarati per rilevare il superamento del limite di velocità e sono contrassegnati da cerchi bianchi con il bordo rosso e, all’interno, un numero che indica il limite di velocità che non deve essere superato. Le icone con tre cerchi sovrapposti, verde, giallo e rosso, indicano gli autovelox che invece hanno il compito di rilevare le auto che compiono un’infrazione semaforica, insomma quelle che passano con il rosso. La mappa è molto precisa.
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